È nata l'economia della distrazione

14 giugno 2017

  

Sintesi

L'information overload ha dato vita al fenomeno dell'economia della distrazione. Per gestire questo nuovo fenomeno è fondamentale imparare ad utilizzare alcune delle capacità che il nostro cervello possiede.

 

Lunedì scorso mi sono soffermato sull’impatto che l’information overload ha su di noi, e di conseguenza sulla nostra vita. Oggi proseguo la riflessione concentrando l’attenzione su come la nostra mente gestisce gli stimoli a cui è sottoposta, in conseguenza proprio dell’information overload.

Come ho scritto nell’articolo precedente il sovraccarico di informazioni è ovunque. Le informazioni ci raggiungono in un flusso costante e ininterrotto. Le nostre caselle e-mail si riempiono nel giro di poche ore. Le notifiche provenienti dai social network sono continue, per non parlare dei messaggi provenienti dalle applicazioni di messaggistica come Whatsapp, SkyPe, ecc…

Questa situazione sta notevolmente influenzando le performance di ognuno di noi, sia in ambito lavorativo che nella vita quotidiana (puoi leggere a riguardo l’articolo "Resilienza: ricaricare o resistere"). Una condizione talmente critica che oggi si parla di “economia della distrazione”.

Un’economia della distrazione che incide negativamente sulle migliori strategie di marketing, come sulla leadership dei manager d’azienda, e ovviamente sull’organizzazione interna delle imprese.

In questa "marea" di informazioni il cervello umano è come un’aspirapolvere. Aspira le informazioni, le inserisce in un contenitore che è la nostra memoria a breve termine, le frulla per poi integrarle nella nostra memoria a lungo termine. Infine mette in atto un meccanismo simile al tritarifiuti per sbarazzarsi delle informazioni "inutili" o "superflue".

Il nostro cervello è una macchina straordinaria nel riciclaggio e smaltimento delle informazioni. Nell’era dell’informazione imparare ad utilizzare ognuna di queste funzioni diventa fondamentale per gestire l’information overload e ridurre gli effetti dell’economia della distrazione.

Come imparare a capire quando è il momento più appropriato di utilizzare una o più di queste funzioni? Per poter rispondere a questa domanda prima di tutto dobbiamo intervenire sul nostro stile di vita. Pochi di noi infatti conducono uno stile di vita che consente al nostro cervello di utilizzare queste capacità. Le quali non solo permettono di gestire la mole di informazioni che ogni giorno ci investe, ma permettono alla nostra mente di funzionare meglio.

Funzione "aspirapolvere"

Se si lascia il nostro "aspirapolvere" settato su default, il nostro cervello raccoglierà qualsiasi tipo di informazione durante la giornata. Diventa quindi importante impostare dei filtri che ci portino da un’attenzione "globale" ad una "locale".

"Locale" significa focalizzarsi su ciò che sta accadendo attorno a noi o è appena accaduto. Con "globale" invece si indica la condizione in cui la nostra mente si sofferma su tutto quello che sta avvenendo in un determinato momento, e tutto ciò che è accaduto durante la giornata o nei giorni precedenti.

Imparare ad utilizzare la modalità "locale" significa concentrarsi su quello che si sta facendo (vedi l’articolo "Il Sig. Marketing e la mindfulness") impedendo alla nostra mente di andare in modalità multitasking (vedi l’articolo "L’illusione del multitasking").

Quando la giornata è piena di cose da fare, prendere delle brevi pause è importante (vedi gli articoli "Favorire i cambiamenti di mentalità" e "Resilienza: ricaricare non resistere"), ma soprattutto è fondamentale durante la pausa non pensare a tutto ciò che si è fatto e che si deve fare.

Usare i filtri

La nostra memoria a breve termine è come una tazza di tè piena fino all’orlo. Piena di idee, informazioni, pensieri, e così via. Come qualsiasi altro recipiente ha ovviamente dei limiti di contenimento. Ad esempio capita spesso a tutti noi di non ricordare pensieri che avevamo avuto solo pochi minuti prima, proprio perché nella nostra memoria a breve termine non riesce ad entrarci tutto, e di conseguenza, se qualcosa entra qualcos’altro deve uscire.

Per questo motivo è fondamentale filtrare le informazioni durante la nostra giornata. Ci sono due modi per compiere questa operazione. Uno definito "proattivo" e l’altro definito "reattivo".

Il filtro reattivo consiste nel mandare un messaggio al proprio cervello per impedirli di assorbire le informazioni che sono inutili o non interessanti. È definito TMI Message, cioè, Too Much Information Message. Quando siamo sottoposti ad una mole eccessiva di informazioni dobbiamo immediatamente attivarci per individuare quali sono quelle inutili.

Il filtro proattivo consiste invece nel preparare per tempo il nostro cervello, anziché attendere il momento in cui sarà sottoposto ad un messaggio TMI. Si tratta di allenare il nostro cervello al fine che in modo automatico eviti di incamerare qualsiasi tipo di informazione a cui è sottoposto.

Un esempio. Quando si è all’interno di facebook è molto probabile che più volte nell’arco di pochi minuti il tipico suono delle notifiche cerchi di attirare la nostra attenzione. Se vogliamo utilizzare il filtro "reattivo", una volta sentito l’arrivo della notifica dobbiamo essere capaci di ignorarla, se invece vogliamo usare il filtro proattivo, possiamo disattivare le notifiche, o allenare la nostra mente ad ignorare le fonti sonore.

Accendere il frullatore

Accendere il frullatore può permettere di fare spazio nel nostro cervello, collegando tra loro le idee, i pensieri. Quando uniamo più informazioni tra di loro, queste in qualche modo si fondono, divenendo per la nostra mente un’unica informazione. Questo processo permette di creare nuovo spazio.
Un esempio di questa capacità della nostra mente è quando usiamo l’associazione di idee per ricordare le informazioni. Ricordiamo determinate informazioni perché le abbiamo associate ad altre facili da ricordare.

Quando siamo concentrati su un’attività il nostro cervello è in modalità "raccolta" e non di "connessione". Diventa fondamentale quindi prendersi delle pause durante la giornata. È importante avere dei momenti di "sfocatura" per permettere al cervello di elaborare le informazioni e connetterle tra loro (vedi il libro "Tinker Dabble Doodle Try: Unlock the Power of the Unfocused Mind" di Srini Pillay).

Fermarsi e dare alla propria mente la possibilità di connettere le informazioni acquisite attraverso delle attività piacevoli diventa fondamentale (camminare, prepararsi un tè, introdurre degli animali in ufficio, ecc…).

Cementare i ricordi

La memoria a lungo termine ha bisogno di davvero poco tempo per cementare le informazioni. Si può ricorrere ad una una funzione simile a quella del frullatore nota come "spazio di approfondimento".

Quando vogliamo apprendere delle nuove informazioni, il modo migliore di studiarle come si sa è quello di ripeterle un certo numero di volte. Quello che non tutti sanno è che è importante ad un certo punto interrompere lo studio per 10 - 15 minuti, magari dedicandosi ad altro. Fatta questa pausa di 10-15 minuti si potrà tornare a studiare, e ripetere questo tipo di interruzioni più volte.

Queste interruzioni di 10–15 minuti offrono alla nostra mente la possibilità di sedimentare le informazioni e quindi cementarle nella nostra memoria a lungo termine.

Accendere il tritarifiuti

Capita spesso di avere paura di non ricordare le cose. Eppure capita altrettanto spesso che alcune cose ci rimangono in mente per tutto il giorno. Una discussione con un collega, un richiamo da parte di un superiore, e così via.
Man mano che invecchiamo siamo sempre meno bravi a dimenticare, in particolar modo i ricordi fastidiosi, che persistono a lungo nella nostra mente.

Una strategia che possiamo adottare è quella di sostituire velocemente i ricordi negativi con ricordi positivi. Non appena nella nostra mente il ricordo fastidioso inizia a formarsi dobbiamo pensare a qualcosa di bello, di piacevole. Alla nostra canzone preferita, alla nostra immagine preferita, ad un ricordo piacevole della nostra infanzia...
Attraverso questo meccanismo è possibile interrompere efficacemente i ricordi fastidiosi, in modo tale che non possano influenzare la nostra giornata e l’attività che stiamo svolgendo.

Aziona la macchina per il riciclaggio

Il cervello umano consuma circa il 20% dell’energia del corpo. Di conseguenza quando il nostro corpo è privo di energia il nostro cervello ne risente. Questo è uno dei motivi per cui è importante condizionare il nostro corpo attraverso l’esercizio fisico, come ad esempio la pratica del T’ai Chi Ch’uan (vedi le ricerche "Evidence Base of Clinical Studies on Tai Chi: A Bibliometric Analysis" e "A Comprehensive Review of Health Benefits of Qigong and Tai Chi"), che può migliorare notevolmente la qualità della nostra vita. Non solo. L’esercizio fisico aiuta il corpo a gestire al meglio la propria energia, ed in modo più efficace.

In conclusione

Quando si organizza la giornata lavorativa (e personale) tenendo in considerazione tutti questi elementi, possiamo ottenere una migliore gestione del sovraccarico di informazioni a cui saremo sottoposti.

Un consiglio. Organizzare la giornata a blocchi di ore “scolastiche”. Cioè anziché considerare l’ora composta di 60 minuti, è opportuno pensarla di soli 50 minuti, con 10 minuti di pausa tra un’ora e l’altra. Tempo che permetterà di passare da un compito all’altro e soprattutto di connettere le differenti informazioni e archiviarle nella memoria a lungo termine. La nostra mente non è come un PC. Non è in grado di passare da un compito all’altro istantaneamente, ma richiede del tempo.

All’inizio non sarà facile mettere in pratica questi consigli. Ma col tempo noterete un notevole aumento della vostra efficienza, soprattutto nel vostro lavoro.

Vuoi suggerimenti gratuiti per catturare l'attenzione, chiudere vendite e aumentare la tua influenza?

 

BrioWeb
E-mail: info@brioweb.eu
Centralino 3515550381
Piazza IV Novembre, n. 22
30030 Cazzago di Pianiga (VE)

Consulenze
Marketing
Leadership
Coaching

Tutti comunicano, comunicare non è da tutti
Dove Marketing
Psicologia
Mindfulness e
T'ai Chi Ch'üan
si incontrano e si fondono

P.IVA 03853870271 | Informativa sulla Privacy, Cookie e Copyright | Mappa del sito | © 1999 - BrioWeb

P.IVA 03853870271 | Informativa sulla Privacy, Cookie e Copyright | Mappa del sito | © 1999 - BrioWeb