Esprimi le tue emozioni

11 agosto 2017

  

Sintesi

Manifestare le proprie emozioni non è in alcun modo un punto di debolezza da parte di un leader, anzi è la strada per avere un largo consenso.

 

Recentemente ho avuto un’interessante esperienza in un’azienda dove ho tenuto una sessione di formazione di coaching. È stata l’occasione per approfondire la conoscenza di un manager che potrei descrivere con queste parole: solare, espansivo, sincero e profondamente motivato.
Si tratta di una persona che è stata il mio punto di contatto durante lo sviluppo della strategia di marketing che il mio cliente mi aveva commissionato.

Nel corso della frequentazione con Marco (questo il nome fittizio che userò per lui) è maturata in lui la volontà di stimolare i colleghi con un corso di leadership.

Ho così tenuto una sessione di formazione di una giornata che mi ha permesso di incontrare i colleghi di Marco. Un aspetto interessante emerso durante la giornata è stato come i colleghi percepivano Marco. Infatti lo hanno descritto come una persona diversa da quella che avevo avuto modo di conoscere.

Marco agli occhi dei suoi colleghi appariva come una persona attenta, riservata e calcolatrice. Anche se erano colpiti dalle sue capacità, non erano altrettanto convinti delle sue motivazioni e delle sue emozioni.

Quando entro in un'azienda in qualità di consulente di marketing ho l'opportunità di relazionarmi in modo totalmente differente con i titolari e i dirigenti, rispetto al rapporto che questi ultimi hanno con i propri subalterni. Una prospettiva che mi è sempre molto utile se intervengo con una o più sessioni di coaching.

Due volti della stessa moneta

Apparentemente Marco sembrava avere due volti. Nulla che non avessi già visto. Mi è capitato spesso di osservare manager, dirigenti, capi, mostrare due volti. Sovente infatti le persone che hanno responsabilità legate al "comando" creano attorno a se un’immagine di forza e serietà, nascondendo la loro sfera emotiva ai collaboratori, lasciandoli nel mistero e nel dubbio.

Apparentemente sembra esserci la convinzione in molte aziende che compostezza e professionalità siano sinonimi di "buon impiegato". Di conseguenza ci impegniamo a mantenere il controllo fino a quando non si esce dall’ufficio, per poi magari sfogare le nostre emozioni quando si è in macchina mentre siamo in coda nel traffico.

Kristi Hedges, per il suo libro The Inspiration Code: How the Best Leaders Energize People Every Day, ha condotto un sondaggio negli Stati Uniti su un campione di 2000 persone. Il sondaggio aveva come obiettivo quello di capire qual è l’aspetto che colpiva di più degli uomini e delle donne che hanno ispirano intere generazioni di persone. Il sondaggio ha fatto emergere che è l’autenticità delle figure carismatiche che colpisce di più.

In poche parole, se le persone non vedono le tue vere emozioni, allora le persone non ti vedono. La nostra sfera emotiva è necessaria per poter ispirare gli altri.

Diventa quindi fondamentale per qualsiasi dirigente d’azienda permettere alle proprie emozioni di emergere (senza ovviamente che siano loro a prendere il sopravvento). Ecco allora qui di seguito tre consigli su come coltivare la nostra capacità di manifestare le emozioni.

Focalizza la tua attenzione

Prima di iniziare una riunione, un incontro, in cui si deve tenere un discorso, è importante domandarsi quale è l’emozione che si vuole trasmettere. Le emozioni sono contagiose ed un buon leader è in grado di influenzare l’emotività di tutto il gruppo.
Se si vuole quindi che un gruppo viva una determinata emozione, bisogna prima di tutto prepararsi per saperla esprimere.

Usa il linguaggio delle emozioni

Le parole che si utilizzano sono fondamentali per trasmettere le emozioni. Un linguaggio troppo asettico, eccessivamente pacato, piatto, può notevolmente ridurre l’impatto emotivo del discorso stesso. In poche parole insaporire la propria comunicazione con un po’ di pepe non fa certo male, anzi tutt'altro.

Parole come potere, assicurare, orgoglio, essere pronti sono associabili al concetto di fiducia.
Parole come ispirazione, stupore, gratitudine, entusiasmo sono associabili al concetto di gioia.
Parole come delusione, abbattimento, scoramento, frustrazione sono associabili al concetto di rabbia.
Parole come ansia, criticità, mancanza, imminenza sono associabili al concetto di urgenza.

Usa le leve emotive.

Come ho scritto in più di un’occasione in questo blog, Robert Cialdini, individuando i sei principi della persuasione ha semplificato la vita ai leader, che per definizione stessa devono ispirare le persone a compiere delle azioni, persuaderle a compiere delle scelte in modo etico.

Ad ognuno di noi piacciono le persone che ci assomigliano, di conseguenza è fondamentale quando si tiene un discorso immedesimarsi e sentirsi parte del gruppo a cui si parla. Scambiare le esperienze è importante. Se un membro del gruppo ha compiuto scelte che hanno portato risultati positivi è giusto condividerle e valorizzarle.
È importante rispettare l’autorità, quando un messaggio arriva dalla proprietà dell’azienda, dall’amministratore delegato, questo deve avere la priorità.

Ethos, logos e pathos

L’uso delle emozioni ovviamente non è certo nuovo nel mondo della comunicazione. Sia che si tratti di leadership e coaching, sia che si tratti di marketing. È lo stesso Aristotele che parla delle emozioni nell’arte della retorica, descrivendo le tre grandi variabili della comunicazione: ethos, logos e pathos.
Il mondo del web ha di fatto creato le condizioni per un maggiore esposizione della sfera intima di ognuno di noi. Diventa quindi ancora più importante per chi aspira ad essere un buono leader curare la propria immagine online, della quale è fondamentale curare anche l' "aspetto emotivo".

Sempre di più spesso oggi capita di collaborare con persone che si trovano in luoghi geograficamente distanti. La cura della nostra "identità online" diventa quindi fondamentale per stimolare tutti coloro che si relazionano con noi attraverso la rete.

IN CONCLUSIONE

Concludo con un inciso, non affatto scontato. Ovviamente c’è un enorme differenza tra emozioni reali ed emozioni false. Tutto ciò che è falso prima o poi emerge e ci si ritorce contro. Sempre.
Il modo migliore per connettersi con le altre persone passa attraverso una vera trasparenza emotiva.

Un leader deve prima di tutto emozionare, creare una connessione empatica con il proprio gruppo. Solo così potrà ispirare e portare ad agire le persone che lo seguono.

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