Imparare dai fallimenti

5 luglio 2017

  

Sintesi

Nell'articolo 5 comuni errori mentali, mi sono soffermato su alcuni errori che la nostra mente ci porta a compiere.
Oggi voglio invece focalizzarmi su un altro tassello del mosaico, per poter capire assieme come meglio difenderci dagli inganni della nostra mente.

 

Uno degli argomenti più importanti nell'ambito della leadership è il fallimento. Imparare dai propri errori e trarre una lezione positiva dal fallimento è fondamentale.

Un aspetto molto importante del fallimento è riuscire a mantenere nel corso del tempo focalizzata l'attenzione, e quindi quella dell'azienda, sugli errori commessi. Infatti spesso capita che subito dopo un errore il livello di attenzione aumenta esponenzialmente, ma con il passare del tempo la guardia tende ad abbassarsi, favorendo così un clima in cui un nuovo errore si può verificare. A tal punto che alle volte vengono commessi degli errori catastrofici.

Oggi voglio focalizzare l'attenzione di questo articolo sulla sicurezza. Un tema importante e a cui si deve prestare la massima attenzione. Si tratta di un tema così importante che mi permette di illustrare in modo molto efficace l'importanza di imparare dai fallimenti.
Infatti nonostante le aziende cerchino di imparare dagli errori commessi, continuano nel corso del tempo a commetterne di simili.

Perché le aziende continuano nel corso del tempo a commettere errori simili? Perché ripetiamo gli stessi errori? E non solo in ambito della sicurezza, ma in ogni aspetto della vita aziendale e di quella personale?

Pensiamo alla tragedia avvenuta il 28 gennaio 1986 allo Shuttle Challenger. Il quale esplose in volo a causa di una guarnizione malfunzionante appena 73 secondi dopo la partenza.

Nonostante la NASA impieghi le migliori menti del pianeta nel settore aerospaziale, non ha potuto far nulla davanti ad una "semplice" e "banale" svista. Dopo la tragedia del Challenger la NASA aumentò il numero degli addetti alla manutenzione e alla sicurezza dello shuttle. In particolar modo aumentò il numero dei controlli.

Ci vollero ben due anni prima che un nuovo shuttle tornasse a volare. Nel corso del tempo però ci fu un allentamento nelle procedure. Il motivo era semplice, si dovevano ridurre tutti i possibili ritardi dovuto ai controlli al momento del lancio. Questa politica fu la premessa per il disastro avvenuto il 1 febbraio 2003 allo Shuttle Columbia, che al rientro dalla missione esplose a contatto con l'atmosfera terrestre.

Se passiamo dagli abissi dello spazio agli abissi degli oceani, come non pensare a ciò che è avvenuto nel 2010 alla piattaforma petrolifera Deep Horizon nel Golfo del Messico. Un incidente che ha provocato tra gli addetti 16 feriti, 11 morti e una fuoriuscita di petrolio di proporzioni apocalittiche.

La British Petroleum aveva sperimentato solo cinque anni prima un incidente analogo in un proprio impianto in Texas. Nonostante le numerose promesse fatte dall'azienda subito dopo l'incidente, nel corso del tempo ha ridotto notevolmente gli investimenti sulla sicurezza. Scelta che poi ha portato all'incidente della Deep Horizon.

Perché le aziende dimenticano ciò che imparano in modo molto evidente dai propri errori? Anche quando la posta in gioco è molto alta? Una ricerca condotta da Francisco Polidoro Jr. assieme a Pamela Haunschild (professore emerito presso la McCombs School of Business dell'Università del Texas) e David Chandler (Assistant Professor presso l'Università del Colorado) si è posta proprio questa domanda.

L'esplosione di uno shuttle, la fuoriuscita di petrolio, generano pressioni molto forti dovute all'opinione pubblica, e pressioni interne, che costringono a mantenere focalizzata l'attenzione sulla sicurezza.

Con il passare del tempo, l'attenzione mediatica si affievolisce fino a scomparire, e parallelamente si affievolisce e scompare quasi del tutto l'attenzione sulla sicurezza stessa. Creando così le condizioni perché si verifichino nuovi incidenti. Di fatto altre priorità competono e subentrano al tema della sicurezza.
L'azienda trascura i piccoli segnali, i dipendenti ed i dirigenti cambiano, e così la riduzione dei costi, l'aumento delle vendite, il lancio di nuovi prodotti, eccc... diventano la priorità.

La ricerca condotta dal Dott. Polidoro si è concentrata su 146 aziende del settore farmaceutico. Ognuna di queste azienda ha avuto problemi con un proprio farmaco. Dopo che la somministrazione di un proprio farmaco ha comportato gravi problemi per la salute per chi l'ha assunto, ogni casa farmaceutica ha introdotto nuove procedure di sicurezza e maggiori controlli.

L'aumento dei controlli comporta ovviamente un rallentamento nello sviluppo dei farmaci, e quindi del loro lancio sul mercato. Con il passare del tempo l'attenzione nei riguardi della sicurezza si affievolisce. Le aziende tornano a dare priorità ai profitti.

Innovazione e sicurezza non sono agli antipodi. Devono e possono trovare in qualsiasi azienda sempre un equilibrio.

Sicurezza ed innovazione devono essere coltivate assieme. Un'attenta cultura sulla sicurezza ha come effetto la riduzione degli errori. Con il tempo però si può cadere nella tentazione di pensare che gli errori non possono verificarsi. Prestando sempre più l'attenzione all'innovazione.

Il fallimento nel campo della sicurezza è uno dei più difficili da superare. Spesso comporta alti costi. Ecco perché diventa importante coltivare una cultura che tragga da qualsiasi fallimento insegnamenti che non vanno in alcun modo dimenticati. Al fine di renderla parte integrante della vita di tutti i giorni.

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