Una lezione di innovazione marchiata Nike

11 settembre 2017

  

Sintesi

Intervistato per il suo recente libro, il fondatore di Nike, ricorda quanto sia importante l'innovazione per un'azienda. Ripercorriamo alcuni ricordi della sua carriera che possono essere fonte di ispirazione.

 

Phil Knight, ex Presidente e CEO di Nike, in occasione di una presentazione del suo libro, si è raccontato ad un giornalista della Harvard Business Review. Knight si è concentrato sul concetto di innovazione (a tal proposito puoi leggere l'articolo Marketing: Il teorema del Jobs to Be Done) e sul processo di successione (il passaggio di testimonial tra CEO) in Nike.

Ogni azienda possiede una storia sulle proprie origini. Una storia che determina con il tempo la cultura ed i valori stessi dell'azienda. Per Nike nasce da una "piastra per i waffle".

Bill Bowerer (co-fondatore di Nike), una mattina, mentre si preparava dei waffle per colazione, si soffermò sulla tipica trama a quadretti che li caratterizza. Osservando la sua colazione si domandò cosa sarebbe successo se una scarpa da corsa fosse stata sviluppata su una struttura a quadretti analoga a quella dei waffle. Bowerer si apprestò così ad adattare la sua piastra dei waffle per "stampare" un prototipo di una suola per scarpe da corsa.

Quella piastra per waffle esiste tutt'ora, è esposta in una teca presso la sede principale della Nike. Un'azienda che oggi conta più di 70000 dipendenti e genera decine di miliardi di dollari di fatturato. Un colosso dello sport che deve tutto il suo successo ad una piastra per waffle ed all'intuizione creativa di una persona capace di guardare il mondo da un punto di vista differente.
Un'azienda che continua a far vivere questo spirito. Basta pensare all'attuale CEO della Nike, Mark Parker, il quale ha iniziato la sua carriera come designer di scarpe con tanta voglia di realizzare scarpe sempre migliori. Col passare del tempo, grazie a quella passione, è arrivato ai vertici dell'azienda di Beaverton.

Nel suo recente libro, L'arte della Vittoria, Knight racconta come la scarpa sia l'unico equipaggiamento che davvero conta per un corridore. Per chi corre non ci sono palloni, racchette o caschi. Solo le scarpe.

Nel suo libro racconta di come, mentre studiava presso la Harvard University, iniziò a lavorare al progetto di un business basato sulle scarpe da corsa. All'inizio il progetto si basava principalmente sull'importazione di scarpe prodotte in Giappone, dove i costi di produzione erano inferiori.
Col passare del tempo però Knight fu ossessionato sempre di più dalla leggerezza. Un corridore negli ultimi metri di una gara sarebbe disposto a pagare qualsiasi cifra pur avere pochi grammi in meno sulle scarpe.
Knight era convinto che avrebbe dovuto realizzare scarpe più leggere dei sui principali competitor (Adidas e Puma). Ha così continuato a collaudare una serie di scarpe su se stesso nel tentativo di ricercare la combinazione migliore di materiali.

In tutto questo è stata fondamentale la condivisione del progetto con Bowerman, che all'epoca era un'allenatore molto apprezzato a livello internazionale per la sua esperienza. Nel suo libro il fondatore di Nike ricorda di come tutto il successo dell'azienda sia proprio dipeso dalle competenze di Bowerman. Dopo dieci anni di collaborazione Bowerman rivoluzionerà Nike grazie alle suole ispirate ai "waffle".
Ricorda ironicamente di come la moglie di Bowerman si arrabbiò per il fatto che gli esperimenti del marito la costrinsero a comprare una nuova piastra per le cialde. Dovette spendere ben 12,95 dollari per sostituirla!

Nel corso del tempo Bowerman non contribuirà solo con i suoi "waffle". Grazie a lui Nike introdurrà sul mercato il famoso modello "Cortez", che tutti i grandi atleti del mondo della corsa degli anni Settanta hanno indossato per compiere le loro imprese.
Le "Cortez" sono state il primo modello di scarpe da corsa con uno strato intersuola imbottito, il quale permetteva di correre con una scarpa "ammortizzata", e quindi di proteggere il piede assorbendo i colpi.
Le Nike Cortez sono diventate un'icona di quegli anni. Tanto famose che saranno proprio quelle scarpe che il personaggio di "Forrest Gump" indosserà per la sua "infinita" corsa per gli Stati Uniti d'America.

Nella gestione della Nike, Bowerman e Knight si sono di fatto divisi i compiti. Il primo si dedicava all'innovazione del prodotto, mentre il secondo seguiva gli aspetti legati al business.

Nei primi anni di vita della Nike, la gran parte dei dipendenti erano tutti degli ex corridori. Knight sottolinea nel suo libro di quanto sia stata importante la sua passione per la corsa nella creazione del colosso della scarpe da running.
Fu la passione a spingerlo a realizzare scarpe sempre migliori, perché consapevole dell'importanza che aveva il suo lavoro per gli appassionati della corsa.

Nonostante Bowerman fu attivo in azienda fino alla sua morte, avvenuta nel 1999, Knight racconta che arrivato intorno ai 65 anni si rese conto che aveva sempre meno energie da infondere nell'azienda. Per questo motivo iniziò a valutare di passare le consegne ad un nuovo CEO. Un nuovo CEO che avesse la forza di mettere nuove energie, le sue passioni, nella direzione dell'azienda.

Per il fondatore di Nike un manager può passare da un'azienda ad un altra, ma ciò che fa la differenza nel suo lavoro è la passione che mette per il business a cui si deve dedicare.
Quando si è trattato di valutare il passaggio di consegne ad un nuovo CEO, nella rosa dei candidati era presente anche Mark Parker. Su di lui Knight e Bowerman nutrivano qualche dubbio. In particolar modo per il suo percorso formativo. Parker era un grande designer di scarpe, ma non aveva nessuna esperienza come dirigente d'azienda.

Prima di valutare la candidatura di Parker, Knight si rivolse verso figure esterne all'azienda. Riteneva che fosse importante uno sguardo nuovo, fresco. In un primo momento fu scelto Bill Perez, ma non si rivelò una scelta giusta. Non era in grado di comprendere la cultura e la storia dell'azienda. Fu così che Knight propose al Consiglio di Amministrazione Parker.

Parker aveva due caratteristiche molto importanti. La prima la sua passione per l'azienda ed i suoi prodotti. La seconda la sua perseveranza nella creazione di modelli di scarpe sempre più innovativi.

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Francesco BrioWeb Russo
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