Questi benedetti videogame pt. 1

Agenzia marketing e neuromarketing | Francesco Russo consulente marketing | BrioWeb consulenza marketing  e seo Treviso Padova Venezia

Articolo del 14 agosto 2019

In evidenza

Agenzia marketing e neuromarketing | Francesco Russo consulente marketing | BrioWeb consulenza marketing  e seo Treviso Padova Venezia

Scarica il nuovo numero di Eclettica Magazine, la rivista di marketing 100% gratuita... clicca qui

L'industria dei videogiochi è un settore economico in forte crescita. È un’industria che coinvolge un numero sempre più elevato di figure professionali e di addetti: console per videogiochi, software di gioco, dispositivi portatili, giochi per dispositivi mobili e on-line.

Microsoft stima che entro l’anno prossimo saranno almeno due miliardi le persone che giocheranno regolarmente con i videogiochi.

Una platea di potenziali "clienti" non solo per aziende che producono videogiochi come Microsoft o Sony, ma praticamente per qualsiasi azienda.

Un’occasione imperdibile per poter ampliare il raggio d’azione della propria strategia di marketing ed aumentare l’appetibilità del proprio marchio.

La strategia di marketing di Microsoft infatti non è quella di riuscire a vendere la propria consolle a chiunque, ma di raggiungere il potenziale cliente attraverso i video giochi che sviluppa, e attraverso questi portare gli utenti ad utilizzare i servizi offerti da Microsoft stessa.

In più di un’occasione l'azienda di Redmond ha dichiarato come si stia impegnando perché i suoi strumenti e le proprie piattaforme funzionino su qualsiasi consolle, PC, Mac e smartphone.

La strategia di marketing di Microsoft quindi non è legata allo strumento fisico, all’hardware, che permette di fruire dei giochi, ma come è sempre stato per questa azienda, l’obiettivo è quello di offrire ai clienti i propri servizi indipendentemente dal tipo di dispositivo utilizzato.

È la medesima strategia di marketing che ha fatto sì che Office divenisse quasi uno "standard", essendo questa suite di software disponibile per qualsiasi tipo di dispositivo (inclusi i dispositivi di Apple).

Oggi il consulente di marketing ha un’ulteriore arma a sua disposizione. Infatti in più di un’occasione abbiamo proposto ai clienti della nostra agenzia di marketing di valutare la possibilità di intercettare nuovi potenziali clienti e di aumentare la fidelizzazione di quelli acquisiti attraverso un meccanismo di gioco (vedi ad esempio l’articolo "Sony Quantum Code").

L’obiettivo di Microsoft infatti è quello di controllare il cloud, o quanto meno di rivestire un ruolo da protagonista. Non è infatti l’unica azienda del mondo dell'Hi-Tech che sta andando in questa direzione. Pensiamo a Netflix, ad Amazon... Ma perché il mondo dei video giochi si sta dimostrando un campo di battaglia così importante nella lotta per il controllo del cloud?

Il motivo è legato al fatto che gli sviluppatori di video giochi sono i più preparati ed aggiornati programmatori disponibili sul mercato. Tendono a sfruttare al massimo e a portare al limite quello che le consolle possono offrire in fatto di capacità di calcolo.

In qualche modo la "corsa" ai video giochi sta portando come effetto (non poi tanto collaterale) ad uno sviluppo vertiginoso della tecnologia.

Di conseguenza la tecnologia sviluppata per essere utilizzata nei video giochi può anche essere impiegata per migliorare tutta l’offerta dei servizi di Microsoft.

In tutto questo, la cosa più interessante dal punto di vista della strategia di marketing adottata, è che giochi e servizi possono essere forniti ai giocatori senza il vincolo che questi ultimi possiedano un hardware proprietario specifico.

Forse non domani, ma nel prossimo futuro per giocare non sarà più necessario possedere una consolle.

Mi permetto un inciso riguardo la realtà di BrioWeb, l’agenzia di marketing e comunicazione che ho fondato a Venezia. Questa filosofia di adottare una soluzione in cloud, o meglio on-line, l’ho fatta mia molti anni fa.

Una dozzina di anni fa la tecnologia degli smartphone non era certo paragonabile a quella di oggi, ma già alcuni clienti ci chiedevano di realizzare delle "app" per offrire migliori servizi ai propri clienti o semplicemente per implementare la loro strategia di marketing.

Personalmente ho sempre cercato di far comprendere ai miei clienti quanto fosse importante anziché sviluppare una app per smartphone, sviluppare una "web application". Cioè di sfruttare la possibilità offerta dalla rete.

Certo a metà anni 2000 le connessioni non erano quelle di oggi. L’ADSL era già abbastanza diffusa, ma in molte zone c’era ancora chi era costretto ad utilizzare una connessione con modem a 56k. Lo stesso valeva per la connessione con il cellulare che nella gran parte dei casi avveniva tramite WAP, costosa e non performante.

Ho sempre apprezzato la filosofia di Microsoft, nell’essere aperta, nel non essere vincolata ad un dispositivo hardware. Anche se purtroppo questo ha comportato in alcuni momento una non alta qualità dei suoi servizi.

Credo fortemente che un approccio di questo tipo sia oggi una strategia di marketing vincente, e che vedrà Microsoft protagonista a differenza di quella che si è rivelata l'esperienza fatta con i "windows phone".

I principali acquirenti nel settore dei videogiochi sono persone di età diverse: la strategia di marketing Nintendo si è concentrata più sui bambini e prevalentemente su un pubblico femminile, mentre Sony e Microsoft hanno incentrato la loro strategia di marketing su un pubblico maschile e adulto.

Le tre aziende più importanti del mondo dei video giochi infatti sono Microsoft, Sony e Nintendo. Microsoft con la propria consolle Xbox, Sony con la Playstation e Nintendo con la Wii.

Questo quadro fa comprendere come oggi, un’azienda che vuole instaurare un filo diretto con i propri clienti, non può ignorare il mondo dei video giochi on-line. Per promuovere il proprio marchio è possibile infatti oggi sviluppare "web application" che coinvolgano il cliente in un’esperienza emotiva, capace di fidelizzare il cliente stesso al marchio.

Un ostacolo che abbiamo notato tra i clienti della nostra agenzia di marketing quando proponiamo questo tipo di approccio è una sorta di diffidenza. Se in un primo momento l’idea piace e cattura l’attenzione del cliente, a mente fredda il cliente è preso da dei dubbi, generati da alcuni luoghi comuni sui video giochi.

Si perché se oggi i video giochi sono parte integrante delle nostre attività di svago, non sono visti comunque di buon occhio. Infatti spesso tra i luoghi comuni contro questi "benedetti video giochi" è che facciano male alla nostra salute, soprattutto a quella dei più piccoli.

Stare davanti allo schermo per tante ore farebbe male agli occhi, ci instupidirebbe, e così via… per non parlare del fatto che se si utilizzano per molte ore al giorno c’è chi pensa che si possa cadere in una sorta di dipendenza.

Diventa quindi importante far luce anche su questi dubbi, e spazzare via ogni remora. La dipendenza da videogame si verifica quando il giocatore perde la capacità di controllare le sue abitudini di gioco, on-line e/o off-line.

Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità è intervenuta sul problema, come aveva fatto qualche anno fa l'American Psychiatric Association, che ha incluso una diagnosi simile (Internet Gaming Disorder) tra i disturbi mentali.

La realtà è che i video giochi sono per loro natura portati a coinvolgerci e ad intrattenerci. Chi li progetta sfrutta meccanismi cognitivi ed emotivi ben precisi.

In effetti gli sviluppatori di Microsoft, Sony e Nintendo (per citare i tre competitor principali del mercato) sfruttano le conoscenze del neuromarketing per farci restare attaccati alla consolle o al telefonino.

Questo ragionamento vale in particolar modo per quelle app gratuite che scarichiamo sui nostri telefonini, che prevedono il meccanismo dell’acquisto. Man mano che si raggiunge un certo tipo di punteggio si possono "acquistare" dei bonus.

Meccanismo di marketing non poi così velato, creato per portare il giocatore ad investire piccole somme di denaro (pochi centesimi) per acquistare maggiori bonus durante il gioco.

L'obiettivo è quello di tenere l'utente il più possibile on-line attraverso i medesimi meccanismi adottati da realtà come Facebook o LinkedIn.
Si tratta di meccanismi che sfruttano il sistema delle mini gratificazioni, microdosi di dopamina, che ti spingono a continuare a giocare (vedi l’articolo "Focalizza la tua attenzione" e l’articolo "L'illusione del multitasking").

Ma questo basta per accusare i video giochi di creare dipendenza? La risposta ovviamente è no.

Dov'è il limite tra una cattiva abitudine, simile a tante altre che tutti noi abbiamo, è una patologia conclamata? Stabilirlo non è facile. Prima di tutto perché il gioco compulsivo riguarda spesso chi ha anche altri disturbi. Infatti dopo anni di ricerche sulla dipendenza da videogame non si è ancora riusciti a fare chiarezza sul tema. Tant’è che una cosa su cui tutti concordano è che bisogna fare ricerca per capire meglio il fenomeno.

Come dimostrato da uno studio condotto da Andrew Przybylski "un po' non fa mai male". Anzi, sembra fare bene. L'importante è non esagerare.

Secondo l'indagine condotta da Przybylski su 120000 quindicenni britannici e pubblicata su "Psychological Science" c'è un equilibrio ottimale nel tempo dedicato ai dispositivi digitali.

Con una serie di questionari Przybylski ha misurato il tempo dedicato dai giovani a diverse attività e dispositivi, per guardare film e programmi in tv, giocare su computer e consolle, usare il computer per altre attività come web e-mail e chattare o frequentare i social network sugli smartphone. Ha inoltre valutato il loro benessere psichico per aspetti come la soddisfazione per la propria vita, la felicità, la funzionalità psicologica e sociale.

Per ciascuna delle attività considerate, i ragazzi che stanno meglio sono quelli che fanno un uso moderato dei video giochi, in genere fra una e due ore al giorno. Quando l'uso supera questa soglia, fino a 6 o 7 ore quotidiane il benessere si riduce; ma anche chi li usa poco o per niente sta un po' meno bene.

Gli effetti cambiano un po' a seconda dell'attività (per gli smartphone la soglia ottimale è più bassa), e dal momento in cui la si pratica: nel weekend va bene un uso un po' più intenso che durante la settimana.

Questo mostra che per capire appieno l'impatto dei giochi e delle altre attività digitali è fondamentale esaminarli nel contesto delle altre attività quotidiane.

Forse però la conclusione più pregnante è che l'impatto dei dispositivi elettronici, nel bene o nel male, è molto piccolo: i dispositivi spiegano al massimo l'uno per cento della variazione di benessere fra i ragazzi. Il 99% dipende da tanti altri elementi della loro vita, ma non ha niente a che fare con gli schermi.

La cosa migliore quindi non è proibire, ma definire spazi e tempi. Anche perché, se usato bene, il gioco ha effetti positivi come vedremo nella seconda parte di questo articolo (clicca qui per leggere la seconda parte).

Francesco Russo consulente marketing - BrioWeb consulenza marketing

Articolo tratto dal blog di marketing di Francesco Russo
Titolare di BrioWeb, agenzia di marketing e comunicazione di Venezia.
BrioWeb | Marketing | Leadership | Coaching
E-mail: info@brioweb.eu
Centralino: 3515550381
Sito web: www.brioweb.eu

Cerca nel sito

Agenzia marketing e neuromarketing | Francesco Russo consulente marketing | BrioWeb consulenza marketing  e seo Treviso Padova Venezia

Cosa ti offriamo

La nostra missione

Tutti comunicano, ma comunicare non è da tutti.
Diamo valore alle tue idee di business attraverso strategie di marketing che fanno si che potenziali clienti entrino in relazione con il tuo marchio, grazie alla nostra creatività.
Affascinare e fidelizzare i tuoi clienti grazie alle strategie di marketing e di comunicazione determinando un aumento del tuo fatturato, e portando al successo le tue idee di business.

Libro Agenzia marketing e neuromarketing | Francesco Russo consulente marketing | BrioWeb consulenza marketing  e seo Treviso Padova Venezia

Dominio Marketing

Pilastri Agenzia marketing e neuromarketing | Francesco Russo consulente marketing | BrioWeb consulenza marketing  e seo Treviso Padova Venezia

I 9 pilastri

Eclettica

Conoscere è potere, imparare è dominare!

L'accademia creata da BrioWeb per offrire una formazione di alto livello nel mondo del marketing e della leadership.
Clicca qui per scoprire tutti i corsi

Eclettica Magazine

La rivista italiana di Marketing completamente gratuita

Scopri tutti i numeri

BrioMedia

Infinita emozione di comunicare con il web!

Lo studio multimediale creato da BrioWeb per realizzare video, spot pubblicitari e soprattutto documentari.
Scopri cosa offriamo

E-Book gratis

La collana di e-book gratuiti di Eclettica Magazine

Nata dall'esperienza di BrioWeb e di Eclettica Marketing, la collana "Il Signor Marketing e..." offre una gamma di e-book gratuiti in formato PDF dedicati al mondo del marketing, della leadership e del coaching.
Scopri la collana

Rimani in contatto con noi, ci teniamo molto!

Condividi questa pagina

 

E seguici su

Linkedin Agenzia marketing e neuromarketing | Francesco Russo consulente marketing | BrioWeb consulenza marketing  e seo Treviso Padova Venezia Twitter Agenzia marketing e neuromarketing | Francesco Russo consulente marketing | BrioWeb consulenza marketing  e seo Treviso Padova Venezia YouTube Agenzia marketing e neuromarketing | Francesco Russo consulente marketing | BrioWeb consulenza marketing  e seo Treviso Padova Venezia Facebook Agenzia marketing e neuromarketing | Francesco Russo consulente marketing | BrioWeb consulenza marketing  e seo Treviso Padova Venezia

Ⓒ2009 - BrioWeb

C.F. e P.IVA 03853870271

 
Recapiti
Tel.: +393515550381
E-mail: info@brioweb.eu

Orario Ufficio
Lunedì - Giovedì
dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00
Venerdì
dalle 8.00 alle 12.00 - pomeriggio chiuso

Informativa sulla Privacy | Powered by BrioWeb